COMUNICATO STAMPA (Generico)

La Società di Danza Torinese promuove, attraverso il Gran Ballo Ottocentesco, i valori sociali e culturali che hanno dato vita alla nostra Italia rievocando il clima di slancio e coesione sociale che ha dato impulso all’Unità d’Italia. Sulle più belle composizioni di Verdi e degli Strauss verranno danzate Quadriglie. Valzer, Mazurke e danze figurate, tra bellissime riproduzioni di abiti da ballo Risorgimentali. L’evento, realizzato dal Circolo Torinese della Società di  Danza – Federazione nazionale per la diffusione culturale della “Danza di Società”, fa parte di una ricca programmazione che sviluppa decine di Gran Balli in  tutto il territorio italiano ed europeo.

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La Società di Danza è una Federazione di associazioni culturali e precedentemente una associazione culturale diretta e fondata da Fabio Mòllica a Bologna nel 1991. Da ottobre 2007 la Società di Danza è una Federazione di circoli, gruppi ed individui che si riconoscono nel Manifesto, nel Sistema e nel Materiale Didattico.

 L’800

Nella storia della società occidentale l’Ottocento è un momento storico di significativa importanza. In questo ampio arco di tempo la società occidentale produce uno sforzo sensibile per il superamento delle rigide strutture sociali che per secoli avevano negato pari dignità e diritti agli individui. Nell’Ottocento inizia la grande sfida della ricerca di una forma sempre più giusta di relazioni sociali, di modelli sempre più democratici di organizzazione del lavoro e della convivenza tra le classi. Un movimento che coinvolge i più diversi aspetti della civiltà occidentale, dall’economia all’istruzione, dalla politica all’arte.

La danza di società, essendo uno dei frutti più evidenti dell’autorappresentazione della società cittadina, testimonia con precisione delle tensioni e degli sviluppi generati dal processo di crescita e affermazione della borghesia ottocentesca. Nell’enorme miniera della produzione dei maestri di danza dell’Ottocento È evidente il tentativo di recuperare la tradizione aristocratica innestandola con i prodotti culturali dei nuovi gruppi sociali attivi nel tessuto urbano. Il risultato è un modo di praticare e di intendere la danza che rispecchia la volontà di fare del Ballo il luogo dell’incontro in società, non un luogo qualsiasi ma “il” luogo prediletto della vita sociale della città.

 Il Gran Ballo Risorgimentale

La Società di Danza ha organizzato dal 1991 numerose ricostruzioni di balli dell’Ottocento in palazzi storici, teatri e piazze di diverse città italiane ed europee. I gran balli ottocenteschi sono ricostruzioni formali di balli del XIX secolo, dove i danzatori indossano costumi d’epoca e le danze sono ricostruite con correttezza filologica.

Il “Gran Ballo Risorgimentale” è la ricostruzione di un Gran Ballo Ottocentesco formale, come quelli che i cittadini torinesi organizzatori per festeggiare i momenti significativi del Risorgimento. Con il Gran Ballo la Società di Danza vuole rendere omaggio alla storia e ai valori fondanti la società torinese. Valori che possiedono radici nella cultura democratica e liberale dell’800. Il Gran Ballo propone la cultura musicale e coreutica della società italiana ed europea del XIX secolo. Nella realizzazione di Quadriglie, Contraddanze, Valzer, Polke e Mazurke figurate si materializza il gioco delle relazioni sociali e delle regole di etichetta su cui si fondava la vita pubblica della società ottocentesca. Nel contempo prende vita una forma artistica in cui grazie e precisione si fondono col gusto dell’incontro e del corteggiamento cavalleresco.

L’organizzazione e la realizzazione dei Gran Balli Risorgimentali è a cura dell’Associazione Culturale “Società di Danza” diretta dal dott. Fabio Mòllica. Fondata nel 1991, la Società di Danza è adesso presente in 40 città italiane e 12 città europee. Svolge un complesso lavoro culturale, focalizzato sullo studio e la divulgazione della danza storica. Pubblica una collana libraria; organizza corsi di formazione per insegnanti, convegni e seminari di studio teorico e pratico; collabora con Istituzioni pubbliche e private, Musei e Università per la realizzazione di progetti inerenti la danza storica.